Watchmen: il film

Nell’attesa che si scarichi una mod di Half Life 2, una certa Awakening, proviamo a parlare di qualcosa di un pò diverso.

Il film di Watchmen è ormai uscito – da quanto? una settimana credo – nelle sale, e forse è tempo di dire la mia.

La premessa è questa: di fumetti capisco poco, per non dire che non capisco una sega. Ho cominciato a leggere qualche mese fa i Marvel sull’onda del fighissimo film di Ironman, dopo di che un grande saggio ha illuminato il mio cammino, insistendo sul prendere le “avventure autoconclusive”, in particolare un paio di titoli, tra cui ovviamente Watchmen, che non sto qui a citare.

Mi sono sparato l’opera di Moore in meno di una settimana. E’ stato come bere da una nuova fonte, più pura e chiara, con colori leggermente retrò. Dissetante, appagante, ne vorresti di più, ma sai che ne hai bevuto il giusto, e quindi puoi asciugarti la bocca con la manica con una certa soddisfazione e proseguire il tuo cammino.

Non sto ad analizzare le peculiarità del fumetto: sarebbe inutile per tanti motivi (la mia inesperienza, l’ho letto seppur attentamente una sola volta, ha un quantitativo di livelli di lettura che dio solo lo sa eccetera), quindi ciò che analizzerò qui è l’aderenza del film all’Opera di Moore e Gibbson.

La valutazione, diciamolo subito, è complessivamente positiva. Come detto da molti altri la fedeltà è ritrovabile nelle singole parole, ma – purtroppo o per fortuna – cinema e fumetto sono due medium diversi. Ergo via gli articoli di giornale e gli stralci del libro di Hollis Mason alla fine dei capitoli, via i numerosi riferimenti all’orologio dell’apocalisse, via la storia del Vascello Nero (che verrà inserita in una delle edizioni casalinghe, e sarà realizzata, tra l’altro, con un’animazione “cartoon” di altissimo livello), via purtroppo tutte le storielle ed i dialoghi dell’edicolante e del ragazzotto che legge appoggiato al rifornitore di elettricità. Via anche la morte del primo Gufo Notturno, ma forse quella è la cosa di cui ho sentito meno la mancanza, in quanto sicuramente importante per l’atmosfera generale, ma decisamente secondaria in un contesto, quello del film, che necessariamente deve raddensare molte informazioni in poco tempo.

Quello che non mi è piaciuto sono stati alcuni cambiamenti ed alcune scelte… Passi il finale diverso, comunque coerente con il resto della storia, ma io, nella mia ignoranza, avrei fatto alcune cose diversamente. Per quale cazzo di motivo Rorschach pianta la mannaia nella testa del rapitore per una ventina di volte invece di dare fuoco all’appartamento e lasciare la sega vicino all’uomo ancora ammanettato? Che c’è, avevano paura che la gente pensansse che avevano copiato Saw?

E perchè hanno scelto, bene o male, tutti attori aderenti fisicamente (e soprattutto come volto) alle loro versioni cartacee eccetto che per Ozymandias? Parliamoci chiaro, nel fumetto sembra il bel principino senza pene, alto bello biondo e dai lineamenti positivi. Mentre l’attore scelto per il film trasuda non cattiveria, ma un qualcosa che dice in maniera abbastanza chiara “potrei decisamente essere io lo stronzo di turno”.

E poi mi dite per quale fottutissimo motivo alla fine non c’è la bellissima scena in cui lo stesso Veidt chiede al Grande Puffo Ignudo – alias Dr. Manhattan – se davvero ha fatto la cosa giusta e se tutto finirà là? Diavolo, forse l’unico momento in cui Ozymandias mostra un pò di umanità dubitando della sua enorme intelligenza, della sua morale, di tutto ciò su cui aveva basato le sue scelte, me lo buttate al secchio? E vaffanculo, allora c’è qualcuno in mezzo a voi che avete scriptato il film che davvero non ha capito un cazzo della dimensione umana che viene presentata in Watchmen. Mostrare questa staticità e fermezza morale in un personaggio come Veidt significhi mandare a puttane quel porsi continuamente domande che proprio rappresenta la morale di ogni singolo uomo: perchè se non si ragione sulle basi su cui si costruisce la propria vita, se non ci si pone ALMENO il dubbio che i Principi Fondamentali della propria Persona siano sbagliati, allora automaticamente ci si ritrova imbrigliati in un range di possibilità di evoluzione e crescita limitati.

Prossima lamentela. Solo io ho trovato le scene d’azione decisamente stonate? Mi spiego meglio. In Watchmen l’azione vera e propria si vede poco o niente: quando Gufo Notturno e Spettro di Seta vengono aggrediti nel vicolo, durante l’arresto di Rorschach e nella successiva rivolta carceraria, e naturalmente nel finale, per citare solo i punti presenti nel film. Ebbene, ognuna di queste scene mi è sembrata decisamente forzata e forzosa. Lasciamo perdere quella spacconata hollywodiana tanto di moda chiamata bullet time, non voglio neanche nominarla. Ma davvero, tutto mi è sembrato “fuori contesto”. In Watchmen c’è gente reale che fa cose reali. Ed allora devono picchiarsi in maniera “reale”, compatibilmente col fatto di essere, comunque, degli eroi mascherati. E questo significa niente mosse allucinanti, niente strane prese che attorcigliano le budella e poi ti fanno fare cinque passi prima di morire, ma solo pugni, cazzotti, qualche giramento di articolazione, i movimenti base di qualsiasi arte marziale. Questo ci serviva. Ma vabbè, hanno voluto sceneggiare la cosa, renderla adatta ai tempi, inserire un pizzico di commercialità… Che ci vogliamo fare?

L’ultima cosa che mi viene in mente è il fatto che Rorschach in versione Kovacs si sia visto troppo, troppo poco. Certo, difficile sarebbe stato inserirlo senza infilarci in mezzo anche l’angolo dell’edicola con tutti i suoi annessi e connessi, ma avere in giro quella specie di piccolo Mefistofele con l’ormai celeberrimo cartello “The end is nigh” avrebbe sicuramente giovato all’atmosfera.

Ok, ho smadonnato per non so quante battute, e per ora mi sono decisamente rotto i coglioni. Concludo ripetendo quanto detto all’inizio: il film è fatto decisamente bene, ma non è un sostituto del fumetto. Sarebbe bene leggere l’Opera di Moore e Gibbons prima di andare al cinema, ma al contempo spero che i fruitori del lungometraggio siano per lo più persone che non hanno la minima idea di cosa sia un fumetto.

Che magari, forse, a qualcuno gli prende la scimmia di rivedere la propria opinione “fumetto = Topolino”, ragionamento pericolosamente vicino a “videogioco = SEMPLICEMENTE_SOLTANTO_UN_gioco”.

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~ di casacup su 14 marzo 2009.

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